buddha

Fra morte e vita non c’è alcuna consequenzialità.
Sono entrambe sempre presenti.

Come in tutte le cose ci sono momenti di abbandono e di rinascita.
Come in tutte le cose.
Attimi di pace e di silenzio
fra immagini che si sovrappongono.

Luce e tenebre
ravvivate dalla consapevolezza.
Non c’è più paradiso ed inferno.
Tutto è Uno.

Quando il tempo non esiste
le immagini si susseguono senza ordine.
Il corpo e la fisicità sono ben presenti a loro stessi
e continuano nella loro vita.
Nonostante questo il tempo è svanito.
Nella relatività di questa vita tutto si mischia.
Frasi dette, avvenimenti, ricordi.
Tutto ha perso l’ordine temporale.
Tanto che non si sa più ciò che stato
e ciò che deve venire.

Ed ora che ti sei servito,
ti servi ancora,
in altra forma.
Consenti a te stesso di Essere.
Schiavo.
Comprendi l’unione.
Libera te stesso e vai.
Rivela te stesso.
Scendi dal treno
e Vivi.


Tessuti invano i ricordi svaniscono.
Nella mente intensi coriandoli si rivelano.
Effimere giostre di colori sapori e odori.
Fiancheggia il corpo l’assoluta sembianza
dove il granello posa lo sguardo.
Lembi di mare sulla carne.
Intenso servire l’eterno.
Asciuga la tua casa Uomo.
Libera Espressione.

Essere Tutto è significante solo nel momento in cui si esce dalla ricerca di comprensione del ciò che è.
Fino a che si cerca distinzione, discriminazione,
rimane un piacevole gioco
nel quale si può pure essere beatamente acquietati.

Tu sei
il nulla rivestito d’immagine.
Tu crei
l’immagine occorrente al corpo.
Tu dai
sentire rivolto all’esterno.
Tu senti
senza dubbio alcuno rivelazione.
Tu divinizzi ciascuno
nell’onda del frammento a lui concesso.

Il suono del Silenzio.
Ciascuna cosa attraversata dall’umano sentire
è pervasa dal silenzio.
Discreto, sottile, privo di affanno.
Si compenetra in corpi e formulazioni
per dare origine al significato stesso della vita.

Il tempo della resa.
Dopo lungo peregrinare in mondi fantastici
costruiti appositamente
spinti dalla ricerca del Sé.
Dopo infinite esperienze vissute,
tessute ad arte
per sorprendersi e sorprendere.
Rivelare se stessi nella propria unicità.
È giunto il Tempo.
Ridiscendere sulla terra
con armi nuove.
Sempre le medesime.
Affilate e arrotondate.
Colpevoli e riconoscenti.
Rivelatrici e rivelate.
Consone all’uso e al disuso.
Ecco qui.
La finita pienezza
espressione del vuoto
miseramente decantato dal non sapere.
Ecco qui.
Il meraviglioso disincanto
del sogno mai dato.
Ecco la via.
Che strada non è.
Ecco il risveglio.
Che risveglio non è.
Ecco.
Eccomi qui.
Rivolgo a te che sei me
il saluto del giorno.

Siediti.
E ascolta il suono che tutto pervade.
Percepisci il vero dal falso.
Asseconda l’onda e sorridi, e accogli.
Il lamento, l’inquietudine,
sono parte della tua anima immortale;
sono il richiamo all’origine.
Ogni cosa percepita
non è altro che questo suono, questo richiamo.
L’abbandono del volere, del potere, dell’essere,
condiziona inevitabilmente il tuo cammino.
Suona la tua musica in pace anima mia.
E abbandona il senso della vita.
Che non ha senso.
Sii ciò che sei
e accogli la purezza e la bellezza
celata dietro false spoglie;
le spoglie della pretesa di essere.
Sorridi.
Guardati nella tua pienezza
e non vedrai altro che me,
che sono te.
E allora
le tue note saranno in perfetto accordo,
in piena armonia.
E voleranno.
E saliranno e scenderanno
in un equilibrio apparentemente instabile.
Ma tu sei l’equilibrio
e sei il centro.
L’immane segno del destino è la tua immagine.
Affonda te stessa nell’essere
per non essere.
Comprendi l’unione del sole.
Affonda le radici.
Innalzati.
Veleggia nella tua musica.

E nel silenzio torna la quiete.
Libera immagine di solitudine mai data
mai desiderata
mai resa.
Ossequi a coloro che immergono essenza nel corpo.
Ossequi a coloro che riversano linfa
nel subliminale assenso della vita.
Libera le vie dell’unione
nel fecondo rilascio
del dolore mai servito,
mai riverito.
Rivelato servo di se stesso.
Consegna il tuo dolore.
Riverbero d’essenza.

Se non la si smette di parlare in termini di separazione non si va da nessuna parte.
Buoni e cattivi sono figli della stessa madre.
Non esistono se non nel nostro giudizio come realtà separata.

Attraverso la totale accoglienza del tutto
in ogni sua forma,
disperdi te stesso.
Disperdi ogni paura.
E non puoi fare altro che morire.
A te stesso.

Andare oltre il conosciuto.
Liberarsi del conosciuto.
Trovando la forza di guardarsi per quello che si è
ci si accorge che la paura non ha senso di esistere.
Ogni tramite tra te ed il divino sei tu ad erigerlo.
Ogni limite sei tu a costruirlo.
Entrare nel cuore e vivere nel cuore.
Accogli.

Tutto è propedeutico.
Ma di che?
Il bianco ed il nero.
Luce e oscurità.
Attimi di estasi e ruzzoloni megagalattici.
Scala, fatica, riposo.
Spirale.
E si continua ad inseguire un sogno.
Una illusione.
LA illusione.
Poi ti metti in off.
E allora comprendi
che non devi andare da nessuna parte.
Che ogni istante della tua vita è già realizzazione.
Sei realizzazione.
E sorridi.

Siamo qui.
Avvolti in involucri fin troppo concreti.
Continue maschere si palesano.
Puoi credere di soffrire, di destabilizzarti.
Ma se sei nell’attenzione
ti accorgi che qualsiasi cosa accada non ti appartiene.
È nell’identificazione che puoi soffrire.
E allora,
Essere.
In questo modo qualsiasi accadimento,
a qualsiasi livello,
non è altro che fonte di rigenerazione,
di trasformazione.
Sciogli te stesso.
E sarai ciò che sei.

Battito d’ali.
Eterno divenire che si palesa in un’immagine,
in un sogno.
Il sole risplende
anche quando appare oscurato dal seme dell’ignoranza.
L’orma del viandante
lascia segno illusorio di sé.
Il tempo è maturo per la riunificazione.
Dimentichi del passato.
Spinti verso la realizzazione.
Appartenenti ad unico flusso.

La felicità
è condizione transitoria nel divenire
ma è beatitudine
nella stabilità dell’Essere.
Una volta avvenuta la ri-unione
nulla più si deve fare,
nulla più si deve cercare.
E allora,
l’azione, nel quotidiano,
non è altro che flusso palesato.

La luce è folgorazione.
Destabilizza.
Acceca.
Rende inermi.
E non è più la stessa cosa.

La manifestazione
si pone in essere attraverso il desiderio.
Il desiderio è mosso dalla paura.
La paura dalla decisione di esistere.
Solo quando lasci cadere il velo,
allora ti accorgi di non avere più paura.
E sei libero di Essere.

La verità è ovunque.
La Vita è verità.
Se la guardi nell’essenza.

Vai.
Vai lungo le strade della vita.
Vai oltre te stesso.
Vai nello spazio.
Cerca.
Cerca le tue risposte,
cerca la pace.
Trova.
Trova te stesso.
Non c’era bisogno
di viaggiare.
Di cercare, di trovare.
E’ tutto già dentro di Te.
Tu Sei.

Viandante.
Pellegrino nel tuo viaggio interiore.
I dubbi ti assalgono.
Le incertezze si fanno largo.
E allora ti fai mille domande
alle quali non puoi trovare risposta.
Tutto ciò che appare bene o male
non è altro che una classificazione mentale
di uno stato di subordinazione al precostituito.
Abbandonati.
Se un giorno ti arrenderai a te stesso
allora capirai che Tutto è parte di te.
E Amore sgorgherà da se stesso.

Il Tutto si diffonde
attraverso tante piccole manifestazioni più o meno dense di sé.
L’impercettibile sostanza che, scomposta, genera le forme
non è altro che
formulazione del divino.

Non c’è niente che sono
che tu non sei.
Non c’è niente che sei
che non sono.
Siamo Uno.

Share