dattatreya

 

 

Colui che vive nell’unione
è compreso nella mia anima.
Colui che abbandona se stesso
ritrova se stesso.
Colui che scioglie
rinnova.
Colui che serve
libera.
Colui che si rivela
completa.
Questo a espressione
dell’unica cosa.

 

Jai Aghori Shankara Jaya Vishvanath
Jaya Parvati Pati Bhole Nath

 

“Non ci sono mondi, non ci sono sacre scritture, Dei, religioni, sacrifici, non ci sono classi, tribù di famiglia, nazionalità, non c’è alcun sentiero oscuro né alcun sentiero luminoso. C’è solo la più alta Verità, il Brahman Assoluto.”

“L’Avadhut non ha relazione con le cose del mondo, perché il suo naturale stato di Autorealizzazione rende tutto il resto insignificante. Morte e nascita non hanno significato; lui non medita e nemmeno fa adorazioni.”

“L’Avadhut non ha nessun ideale, né lui si sforza dopo il conseguimento di un ideale. Avendo perso la sua identità nell’Atman, libero dalle limitazioni di maya, libero anche dalle perfezioni dello Yoga, così cammina l’Avadhut. Lui non dibatte con alcuno e non è in relazione con alcun oggetto o persona.”

“Benedetto sono; in libertà sono.
Sono l’infinito nella mia anima;
Io non posso trovare nessun inizio, nessuna fine.
Tutto è me Stesso… “
 

Avadhut gita

hrim om devadatta hrim1

hrim om devadatta hrim

 

Dattatreya

 

Figlio di Atri e di Anusuya, saggi dell’epoca vedica, Dattatreya viene raffigurato come un asceta con le tre teste di Brahma (Tejas), Vishnu (Ojas) e Shiva (Tapas), a rappresentazione delle tre energie primordiali di creazione, conservazione e distruzione. Nato dalla Grazia e della Volontà divina, Egli incarna la saggezza della Trimurti, l’illuminazione della conoscenza, la forza dell’azione e il rigore della penitenza.

Nelle raffigurazioni, Dattatreya è sempre affiancato da una mucca, che rappresenta la madre terra e il Dharma e che esaudisce i desideri, e da quattro cani che simboleggiano i quattro Veda, depositari della saggezza spirituale. Nelle mani, tiene degli oggetti dal significato spirituale:

Ciotola per l’elemosina – Ci insegna che dobbiamo condividere la nostra ricchezza e il cibo con gli altri.

Japa-Mala – Il rosario ci ricorda che il nostro primo dovere è cantare il sacro nome del Signore e meditare su di Lui.

Damru – Il tamburo indica il suono che origina la creazione e perpetua l’universo.

Trisul – Il tridente indica che Egli ha trasceso i tre guna (Sattva-illuminazione, Rajas-attività e Tamas-inerzia).

Sudarshana Chakra – Il disco indica che Egli è al di là del tempo (passato, presente e futuro) e al contempo ne è il controllore.

Shankar – La conchiglia rappresenta il suono eterno AUM e il principio vitale in ogni cosa.

Bhasma – Le ceneri indicano il distacco, la purezza e la natura evanescente di tutta la materia.

La ciotola e il japa-mala sono i pochi averi di un asceta, Damru e Trisul sono associati a Shiva mentre Sudarshan e Shankar sono associati a Vishnu.

I 24 Guru

Dattatreya è considerato la più alta espressione dell’asceta e del rinunciante poiché ha saputo trarre da ogni cosa lo spunto per le più profonde meditazioni.

Nella Uddhava Gita, un canto incorporato nel Bhagavata Purana (11,7-9), Dattatreya racconta al Re Yadu dei suoi 24 insoliti guru:

  1. Terra – La Terra è irrispettosamente calpestata da tutte le creature, ma le sopporta tutte senza lamentarsi. Così da Lei, ho imparato ad accettare con pazienza tutti i piaceri e i dolori della vita.
  2. Vento – Il vento è di due tipi: Prana si riferisce alle forze vitali interne e Vayu si riferisce al movimento dell’aria esterna. Il Prana è in tutti i corpi, ma assume la forma del corpo particolare in cui è contenuta. Vayu passa ovunque, non rimane in un unico luogo. Così da Prana e Vayu ho imparato ad evitare l’attaccamento a qualsiasi luogo, ad adattarmi ovunque mi possa trovare.
  3. Akasha – Akasha è uno e onnipervadente. Da esso ho imparato che il Brahman è uno e onnipervadente.
  4. Acqua – L’acqua purifica e santifica. Da essa ho imparato a essere una fonte di purezza e di santità.
  5. Fuoco – Il fuoco brucia le cose lasciando solo la loro essenza. Da esso ho imparato che uno yogi non dovrebbe vedere negli esseri tutti i falsi opposti, come ricco-povero, vecchio-giovane, alto-basso, ma solo l’Atma, che è l’essenza.
  6. Luna – La stessa luna sembra passare attraverso vari cambiamenti, crescente, calante ecc. Da lei ho imparato che lo stesso Atman sembra che passi attraverso cambiamenti come la nascita e la morte.
  7. Sole – Il Sole attraverso la maggior parte dell’anno fa evaporare l’umidità ma durante il monsone tutta l’umidità viene rilasciata sotto forma di pioggia. In questo modo nutre tutti gli esseri viventi. Così da Lui ho imparato a raccogliere tutta l’energia normalmente dissipata dal corpo a causa di avidya (ignoranza) e spenderla in tapas (austerità) che portano a jñana (conoscenza).
  8. Un piccione – Il kapot è un tipo di piccione. Ha un solo compagno con cui si accoppia per tutta la vita. Una volta in una foresta c’era un kapot che ha costruito un nido con una femmina della sua specie. Per anni hanno vissuto insieme, ridendo e divertendosi in compagnia l’uno dell’altro. La femmina di kapot deponeva le uova che covava e da cui nascevano pulcini che erano l’orgoglio e la gioia dei loro genitori. Una volta, quando la coppia era fuori per trovare cibo per i loro figli, un cacciatore si avvicinò e prese in trappola i pulcini nella sua rete. I genitori tornarono in quel momento e vedendo il destino dei suoi figli, la madre si precipitò verso di loro ma solo per essere catturata essa stessa. Vedendo questo, l’uccello padre cominciò a riflettere: “Ho avuto una vita perfetta con tutte le comodità materiali e una famiglia amorevole. Ora è tutto andato perciò che ragioni ho ancora per vivere?” Scoraggiato e inconsapevole, non si accorse del cacciatore che si stava avvicinando dietro di lui finché non fu troppo tardi e anche lui venne catturato. Da questo ho imparato che, anche se il piacere si trova in questo mondo, è transitorio e finisce nel dolore. Quindi, è meglio rinunciarvi.
  9. Un pitone – Il pitone è un grosso serpente che è piuttosto pigro. Invece di cacciare le prede resta nello stesso posto e attende la preda che gli venga incontro per attaccarla. Da esso ho imparato a non cercare di alimentare il proprio appetito, ma di accettare ciò che viene.
  10. L’oceano – Da vicino l’oceano è torbido, con le onde, ma da una prospettiva più ampia, è perfettamente immobile. Inoltre, anche se tutti i fiumi del mondo si svuotassero in mare, esso non diventerebbe mai pieno. Da esso ho imparato che le vritti della mente (modificazioni della mente) e le agitazioni del mondo esterno anche se apparentemente violente ed incessanti diventano nient’altro che silenzio nel Brahman.
  11. Un insetto – Una falena o un altro insetto è irresistibilmente attratto verso la luce, anche quando, come nel caso di un incendio, distruggerà se stesso. Da esso ho imparato che lo sciocco ricercando i desideri ne diventerà schiavo fino all’auto-distruzione.
  12. Un’ape nera – Un’ape svolazza di fiore in fiore per raccoglierne la sua essenza come cibo e il fiore non è danneggiato da essa. Da essa ho appreso che un sannyasi non dovrebbe disturbare un particolare patrono dipendendo da lui; anche se fa parte del grihastha dharma (dovere di un capofamiglia) fornire bhiksha (elemosina) ai sannyasi, un sannyasi dovrebbe andare di casa in casa per ridurre gli oneri.
  13. I raccoglitori di miele – Il miele proviene da una specie più piccola di api. Come il calabrone che raccoglie il nettare dai fiori per il suo cibo, ma a differenza del primo, lo conserva come miele nel suo alveare. Là il miele diventa un bersaglio per il furto da parte di orsi e altri animali, agricoltori ecc. Da esso ho imparato che non si deve conservare il cibo e la ricchezza, ma solo averne abbastanza in modo da rimanere in vita per il momento.
  14. Un elefante – L’elefante è un potente animale; molto difficile da catturare ma ha un punto debole. Nella stagione degli amori, l’odore di un elefante femmina lo farà correre a capofitto alla fonte di quell’odore. Un abile cacciatore può usare questo odore per intrappolarlo. Da questo ho imparato che anche coloro che sono per lo più irremovibili, possono essere abbattuti dal desiderio se hanno qualche vizio persistente. Così il desiderio deve essere sradicato completamente.
  15. Un cervo – Anche un cervo è difficile da prendere perché può correre velocemente; ma il suono seducente di un flauto lo ipnotizza bloccandolo, dunque un cacciatore può intrappolarlo. Da questo ho imparato che uno yogi deve stare lontano dalla musica e dalle altre cose che esistono solo per ingannare i sensi affinché non venga intrappolato nel samsara. (i Bhajan e altri tipi di musica devozionale o meditativa vanno bene perché hanno l’effetto opposto.)
  16. Un pesce – Un pesce, poiché vive in acque profonde, è protetto dai cacciatori; ma gli esseri umani intelligenti attaccano un’esca alla lenza. Il pesce viene catturato all’amo dalla stessa bocca che avidamente ha gustato il sapore dell’esca. Da esso ho imparato che si dovrebbe prendere solo il cibo che è sattvico ed evitare ciò che viene cucinato solo per eccitare il palato.
  17. Pingala la cortigiana – A Videha viveva una cortigiana di nome Pingala. Ogni sera, si vestiva con i suoi abiti migliori e con gli ornamenti più affascinanti e stava sulla soglia della sua casa seducendo gli uomini di passaggio per farli venire a passare la notte con lei in cambio di soldi e piacere. Una notte, molti uomini passarono per la strada e lei li guardò pensando “oh, questo è ricco” e “oh, quello è bello”, ma nessuno andò da lei. Mentre le ore passavano, diventò sempre più depressa e ansiosa e alla fine rinunciò del tutto all’attesa di un amante. Fu allora che ebbe un’illuminazione. Si rese conto che non aveva bisogno dell’attenzione degli altri poiché la felicità e la tristezza accadono all’interno. Da allora, decise di vivere una vita disciplinata e morale. E questa è la lezione che ho imparato da lei.
  18. Un uccello rapace – Un piccolo uccello rapace trovò una carogna e corse via con essa, costantemente nel timore che gli sarebbe stata portata via. Infatti, un gruppo di rapaci più grandi che non aveva carne per sé, venne e gliela rubò. Inaspettatamente il piccolo rapace si sentì sollevato dal non dover più preoccuparsi di proteggere la carogna. Da questo ho imparato che gli averi ci fanno solo diventare timorosi della loro perdita ed è meglio rinunciare a tutti i beni materiali.
  19. Un bambino – Un bambino non ha alcun senso del rispetto o dell’offesa. Può ridere o piangere, dormire o star sveglio, ma questi sono tutti stati fugaci che vengono dimenticati al loro passaggio. Da questo ho imparato che le emozioni sono transitorie e, come un bambino, uno yogi deve solo lasciarli passare su di lui e dimenticarsene.
  20. Una giovane donna – Una ragazza era in età da marito e i genitori di un pretendente dovevano venire a farle visita ma arrivarono ​​inaspettatamente quando i genitori della ragazza erano via. Così lei li accolse e si recò in fretta in cucina a preparare per loro qualcosa da mangiare. Mentre stava macinando la farina, i numerosi braccialetti ai polsi iniziarono a scontrarsi. La ragazza si fermò, pensando “Ascoltando questo suono, gli ospiti sapranno che sono io che sto preparando il cibo” (e, pertanto, capiranno che la famiglia è povera). Così rimosse tutti i braccialetti lasciandone solo due e cominciò a macinare di nuovo la farina. Eppure il loro suono si sentiva ancora. Allora ne tolse ancora uno e fu in grado di completare il suo compito tranquillamente. Da lei ho imparato che ovunque ci sono un sacco di persone ci saranno inutili chiacchiere e pettegolezzi. Anche se sono solo due, sarà lo stesso. È meglio stare da soli e prendere il voto del silenzio.
  21. Un fabbricante di frecce – Un certo fabbricante di frecce forniva le armi per l’esercito di un re. Era orgoglioso del suo lavoro e una volta era così assorto in esso che non riuscì a vedere e tanto meno a salutare il re che era entrato per lui. Da lui ho imparato che uno yogi deve meditare con completa concentrazione su un punto come la punta di una freccia. Solo tale dhyana (meditazione) conduce alla meta suprema.
  22. Un serpente  – Un serpente vive una vita solitaria, non rimane in un unico luogo, è silenzioso nel movimento, non costruisce alcun tipo di residenza, ma trova rifugio in qualsiasi grotta o buco ecc. sia disponibile. Da esso, ho imparato il codice di condotta di un muni, a vivere da solo, a vagare di luogo in luogo, a non impegnarmi con le altre persone ma passare in silenzio e a trovare rifugio in qualsiasi luogo.
  23. Un ragno – Un ragno secerne materia grezza dal suo corpo, poi la inghiotte nuovamente per creare fili di seta che utilizza per creare elaborate ragnatele. Da esso ho imparato che il Brahman espande l’universo materiale da Sè stesso e che nella forma di Ishvara lo crea, lo mantiene e lo distrugge dalla Sua stessa Maya.
  24. Bhringi (una specie di vespa) – Ci sono alcune specie di vespa che possono effettivamente intrappolare piccoli insetti, come gli afidi, che usano come una specie di animali da allevamento o come un posto per deporre le uova. Uno di questi insetti, intrappolato in questo modo, per paura cominciò a servire la vespa identificandosi sempre di più con essa finché alla fine cominciò a pensare di essere una vespa! Da esso ho imparato che i sentimenti come la paura o l’amore o il desiderio di potere possono alterare la nostra auto-identità; la conoscenza della vera natura del Sé brilla solo quando questi sentimenti sono abbandonati.

Così Bhagavan Dattatreya, lo Yogheswar e l’Avadhuta raccontò dei suoi 24 guru.

Poi aggiunse che ce n’è un venticinquesimo.

  1. L’Atma – Dattatreya disse: “Tutti questi Guru che hanno elargito la loro conoscenza su di me non erano esterni, ma erano solo aspetti di me stesso. Così, è questo Sé, è questo Atman che non è diverso dal Brahman, che è immortale e che pervade tutto, che è la vera forma del Guru.”

A quel punto Re Yadu cadde ai suoi piedi. Accettando i saluti del re, Dattatreya lo benedisse e continuò le sue peregrinazioni.

(Controllo dei sensi: alcuni di questi esempi mostrano i pericoli di fare affidamento sui sensi. La falena ha incontrato il suo destino a causa della vista; l’elefante a causa dell’odore; il cervo a causa del suono; e il pesce a causa del gusto.)

 

Shri Dattatreya Kavacham

 

Sripaada: paatu me paadaa vuru siddhaasana stithaa: |
Paayaat digambaro guhyam nruhari: paatu me katim || 1 ||

Shri Laxmi rimane ai piedi di Shri Dattatreya. Perciò fa che Shri Dattatreya protegga i miei piedi. Fa che Shri Dattatreya, che siede in Siddhasana, protegga le mie cosce. fa che Digambar protegga il mio ano e i miei organi riproduttivi. Che Nruhari protegga il mio giro vita.

Naabhim paatu jagatsrashto daram paatu dalodara: |
Krupaalu: paatu hrudayam shadbhuja: paatu me bhujou || 2 ||

Fa che jagatsastra protegga il mio ombelico. Che Dalodara protegga il mio stomaco. Fa che krupalu protegga il mio cuore. Che Shatbhuja protegga le mie spalle.

Srakkundii shoola damaru shankha chakra dhara: karaan |
Paatu kantham kambukantha: sumukha: paatu me mukham || 3 ||

Shri dattatreya ha Mala, Kamandalu, Trishula, Damaru, Shanka e Chakra nelle sue mani, siano le mie mani protette da Lui. fa che Kambukantha protegga la mia gola. Che Sumukha protegga la mia bocca.

Jivhaam me vedvaak paatu netre me paatu divyadruk |
naasikam paatu gandhaatmaa paatu punyasravaa: srutii || 4 ||

Che Vedvak protegga la mia lingua. Che Divadruk protegga i miei occhi. Che Gandhatma protegga il mio naso. che Punyashrava protegga le mie orecchie.

Lalaatam paatu hansaatmaa shira: paatu jataadhara: |
Karmendriyaani paatviisha: paatu dyananendriyaanyaja: || 5 ||

Che la mia fronte sia protetta da Hansatma. Chela mia testa sia protetta da Jatadhara. Che gli organi che lavorano per me siano protetti da Ishwara e gli organi che mi danno conoscenza siano protetti da Aja.

Saevantaronta: marana praanaanme paatu yogirat |
Uparishtaad adhastaachcha prushthata: paarshvatograta: || 6 ||

Che la mia coscienza sia protetta da Sarvantara. Che il mio Pranan sia protetto dal re degli Yogi. Che Yogiraj mi protegga da tutte e dieci le direzioni.

Antarbahishcha maam nitra naanaarupa dharovatu |
Varjitam kavachenaa vyaatsthaanam me divyadarshana: || 7 ||

Che Shri Gurudev Datta, che può assumere molte forme (incarnazioni) mi protegga dentro e fuori casa (corpo). che tutto quello che non è coperto da questo Kavacha, sia protetto da Divadrushti.

Raajata: shatruto hinsraad dushprayogaa ditoghata: |
Aadhi vyaadhi bhayaartibhyo dattatreya: sadaavatu || 8 ||

Che Gurudev Datta mi protegga dal governo del tiranno, dai nemici, dagli animali pericolosi, dalle cose cattive fatte per recarmi danno, dai miei peccati, dalle malattie mentali e dallle malattie del mio corpo e da tutti gli altri problemi e difficoltà.

Dhana dhaanya gruha kshetra strii putra pashu kinkaraan |
Dyanaatiishcha paatu nitra me anasuyaananda vardhana: || 9 ||

Che il figlio di Anusuya protegga il mio denaro, cibo, la mia casa, mia mogli, i miei bambini, i miei animali domestici, i miei servitori e i miei parenti.

Baalonmatta pishaachaabho ddunit sandhishu paatu maam |
Bhoota bhoutika mrutyubhyo hari: paatu digambara: || 10 ||

Che Balinmatta mi protegga giorno e notte, e nel periodo tra giorno e notte da tutti i cinque mahabhutas (elementi) e dalla morte.

Ya etat data kavacham sannahyaad bhakti bhaavita: |
Sarva anartha vinarmukto grahapiidaa vivarjita: || 11 ||

Chiunque reciti questa Datta Kavacham con devozione e fede sarà libero da tutti i suoi problemi, difficoltà e così come dai problemi causati da pianeti come saturno, Marte ecc.

Bhoota preta pishaachaadyair devair apyaparaajita: |
Bhuktvaatra divya bhogaan sa  dehaaAnte tat padam vrajet || 12 ||

Fantasmi, demoni ecc. non daranno problemi a quel devoto che recita questo Kavacha quotidianamente. Egli sarà felice, tutti i ssuoi desideri saranno soddisfatti, i suoi sforzi avranno successo e avrà una vita sana, ricca e pacifica. Dopo la sua morte egli andrà a Datta Loka.

Iti P.P.Shri Vasudevanand Saraswati virachitam Shri Dattatreya Kavacham sampurnam

Qui finisce la Shri dattatreya Kavacham di Shri Vasudevanand Saraswati.

 

dattayantra

 

 

 

श्री दत्तात्रेय स्तव

Śrī dattātreya stava

दत्तात्रेयं महात्मानं वरदं भक्तवत्सलं

प्रपन्नार्ति हरं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ १ ॥

dattātreyaṃ mahātmānaṃ varadaṃ bhaktavatsalaṃ
prapannārti haraṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 1 ||

Prego il Signore Dattatreya, grande spirito divino, che conferisce benedizioni e protegge i devoti, che rimuove immediatamente le sofferenze di coloro che lo ricordano con la fede.

दीनबंधुं कृपासिन्धुं सर्वकारण कारणं

सर्व रक्षाकरं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ २ ॥

dīnabaṃdhuṃ kṛpāsindhuṃ sarvakāraṇa kāraṇaṃ
sarva rakṣākaraṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 2 ||

Prego il Signore Dattatreya, che è un amico dei poveri, un oceano di compassione, la causa di tutte le cause e il protettore di tutti coloro che lo ricordano con sincerità.

 शरणागत दीनार्त परित्राण परायणं

नारायणं विभुं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ३ ॥

śaraṇāgata dīnārta paritrāṇa parāyaṇaṃ
nārāyaṇaṃ vibhuṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 3 ||

 Prego il Signore Dattatreya, che è un rifugio per i poveri e degli afflitti e concede la liberazione immediatamente a coloro che hanno una ferma devozione in lui e lo ricordano con sincerità.

सर्वानर्थ हरं देवं सर्वमङ्गल मङ्गलं

सर्व क्लेश हरं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ४ ॥

sarvānartha haraṃ devaṃ sarvamaṅgala maṅgalaṃ
sarva kleśa haraṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 4 ||

Prego il Signore Dattatreya, che è il distruttore di tutte le cose inutili e dannose e donatore di tutti gli oggetti di buon auspicio, colui che rimuove tutte le sofferenze di coloro che lo ricordano con sincerità.

ब्रह्मण्यं धर्मतत्त्वज्ञं भक्त कीर्ति विवर्धनं

भक्ताभीष्ट प्रदं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ५ ॥

brahmaṇyaṃ dharmatattvajñaṃ bhakta kīrti vivardhanaṃ
bhaktābhīṣṭa pradaṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 5 ||

Prego il Signore Dattatreya, esperto nei Veda, conoscitore dell’essenza della religione, colui che fa aumentare la fama dei Suoi devoti che è donatore di ciò che è necessario per i devoti che lo ricordano con sincerità.

शोषणं पाप पंकस्य दीपनं ज्ञानतेजसः

ताप प्रसमनं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ६ ॥

śoṣaṇaṃ pāpa paṃkasya dīpanaṃ jñānatejasaḥ
tāpa prasamanaṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 6 ||

Prego il Signore Dattatreya, che ci toglie dal pantano dei peccati, si accende la fiamma della saggezza, calma angoscia e tormento a coloro che lo ricordano con sincerità.

 सर्वरोग प्रशमनं सर्वपीडा निवारणं

विपदुद्धरणं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ७ ॥

sarvaroga praśamanaṃ sarvapīḍā nivāraṇaṃ
vipaduddharaṇaṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 7 ||

Prego il Signore Dattatreya che guarisce tutte le malattie, guarisce ogni dolore e rimuove tutte le calamità a coloro che lo ricordano con sincerità.

जन्म संसार बन्धज्ञं स्वरूपानन्द दायकं

निश्श्रेयस पदं वन्दे स्मतृगामि सनोवतु ॥ ८ ॥

janma saṃsāra bandhajñaṃ svarūpānanda dāyakaṃ
niśśreyasa padaṃ vande smatṛgāmi sanovatu || 8 ||

 Prego il Signore Dattatreya che è il più eccellente e libera dal ciclo di nascita e morte in questo mondo e che dona beatitudine a coloro che lo ricordano con sincerità.

 जयलाभ यसः काम दातु र्दत्तस्य यस्तवं

भोगमोक्ष प्रदस्येमं प्रपठेत् सुकृती भवेत् ॥ ९ ॥

jayalābha yasaḥ kāma dātu rdattasya yastavaṃ
bhogamokṣa pradasyemaṃ prapaṭhet sukṛtī bhavet || 9 ||

 Coloro che recitano questo elogio del Signore Dattatreya regolarmente e con fede, diventano saggi e conseguono la vittoria, la fama, la realizzazione di tutti i desideri mondani e, infine, ottengono la liberazione dalla schiavitù della vita.

Traduzione a cura di Govinda Das Aghori

 

Nell’uno io sono.
Nella servitù io sono.
Nel sacrificio io sono.
Nella liberazione io sono.
Nel pianto e nel riso io sono.
Nella gioia e nel dolore io sono.
Nella paura e nella malattia io sono.
Nella semplice vita io sono.
In tutte le cose io sono.
Perché non c’è nulla
che non manifesti la mia compagna,
non c’è nulla
che non provenga da me.

maya tatam idam sarvam
jagad avyakta-murtina
mat-sthani sarva-bhutani
na caham tesv avasthitah

na ca mat-sthani bhutani
pasya me yogam aisvaram
bhuta-bhrn na ca bhuta-stho
mamatma bhuta-bhavanah

“Io sono ovunque e da nessuna parte. Tutto è in Me, e simultaneamente niente è in Me. Nella Mia forma non manifesta, pervado questo intero universo. Osserva la Mia opulenza mistica, la Mia simultanea unicità e differenza! Anche se Io sono il manutentore di tutti gli esseri viventi e anche se sono ovunque, non sono coinvolto da tutto questo, perché Io sono la fonte stessa della creazione”.

BG-9.4

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