काल

 

Il ritmo è essenziale per la vita. 
Ogni cosa ha un suo ritmo, un suo tempo.
Così, seguire il ritmo naturale del proprio corpo,
che è il ritmo dell’universo,

consente di vivere in armonia.
 

Dal tempo emergono tutti gli esseri.
Dal tempo essi avanzano e crescono.
Nel tempo, ancora, essi vengono a posarsi.
il Tempo è incarnato e anche incorporeo.

Maitrayaniya Upanisad

stile di vita

Principio determinante per comprendere la natura del mondo fenomenico e che tutto ciò che si trova nel macrocosmo, l’universo, è presente anche nel microcosmo; il corpo umano è formato da una miriade di cellule che interagiscono muovendosi attraverso le medesime leggi che governano l’intero manifesto in tutte le sue forme. Avendo presente ciò, è facile comprendere che quello che accade nel macrocosmo influenza la vita nel microcosmo e viceversa.

Le qualità presenti nell’ambiente influenzano la vita dell’individuo dunque il clima, i campi magnetici, la forza di gravità, le diverse ore della giornata (legate al movimento della terra) ed in generale le variazioni di caldo e freddo, di umidità e aridità, di pesantezza e leggerezza che si verificano nell’ambiente, modificano l’equilibrio energetico tanto da rendere necessario un continuo adattamento da parte dell’organismo per riuscire a restare in armonia.

La vita si basa su tre azioni fondamentali che ne scandiscono il tempo:

  • Movimento – Vata
  • Nutrimento – Pitta
  • Riposo – Kapha

Tutto ciò che è manifesto si realizza attraverso questi tre principi che sono strettamente connessi fra di loro dunque, per avere una buona salute, essi devono essere in equilibrio. Se riusciamo a muoverci, a nutrirci ed a riposarci adeguatamente il nostro intero sistema avrà un giusto processo di assimilazione delle sostanze nutritive, e perciò dell’energia, e un adeguato processo di eliminazione delle scorie che porterà benefici sia a livello fisico che mentale, intellettuale, energetico, emozionale e dell’anima.

Attraverso la regolamentazione del proprio stile di vita, nelle azioni di movimento, di nutrimento e di riposo, si può migliorare la propria condizione in modo da avere una continua tensione verso Sattva Guna e cioè la qualità della mente pura, consapevole, saggia, calma, felice, luminosa.

Ogni volta che l’organismo si deve adattare a nuove condizioni è più vulnerabile e dunque soggetto agli scompensi che possono facilitare l’insorgere delle malattie. I passaggi energetici più delicati si trovano nei punti di congiunzione delle stagioni, del ciclo notte e giorno e del ciclo mensile della donna, l’ovulazione e le mestruazioni, ma anche un improvviso scompenso emotivo, ad esempio, provoca uno stato di fragilità che squilibra i Dosha.

Ciclo notte-giorno

L’arco della giornata può essere suddiviso in vari momenti nei quali prevale di volta in volta un tipo di energia, Dosha.

  • Dalle 6 alle 10 Kapha – Nel tempo della stabilità le pratiche spirituali sono facilitate; Kapha Prakruti dovrebbe alzarsi prima delle 6 per non appesantire il suo Dosha.
  • Dalle 10 alle 14 Pitta – Il corpo, seguendo il ritmo solare, raggiunge il massimo livello di calore ed è tempo per l’assunzione del pasto principale poiché la digestione è agevolata.
  • Dalle 14 alle 18 Vata – Quando il corpo si raffredda è tempo per le attività principali; col movimento, le attività sono agevolate ed il rinfrescamento evita un picco di Pitta.
  • Dalle 18 alle 22 Kapha – Quando torna l’energia della stabilità è tempo per il relax e la cena che dovrebbe essere leggera per non appesantire il Dosha.
  • Dalle 22 alle 2 Pitta – Col potere digestivo alto, è tempo per la trasformazione sottile, la rigenerazione dei tessuti ed il buon sonno.
  • Dalle 2 alle 6 Vata – Col movimento, la pulizia e l’eliminazione delle scorie sono facilitate; il sonno è leggero e mutevole e caratterizzato da sogni; le pratiche spirituali sarebbero da evitare perché si vola facilmente nel mondo illusorio.    

Ciclo delle stagioni               

Ogni stagione ha una propria qualità dominante che permea l’ambiente; le modificazioni climatiche, relativamente alla temperatura e al tasso di umidità, influenzano il grado di pesantezza o leggerezza dell’ambiente causando una continua fluttuazione delle energie che può essere controllata attraverso il regime alimentare, medicamenti e norme di comportamento.

  • Vata prende il sopravvento nel periodo autunnale, nelle zone ventose ed in tutte quelle condizioni in cui il clima comincia a farsi più freddo, si alza il vento e la qualità secca inizia a manifestarsi. In questo periodo le persone che hanno Vata Prakruti sono particolarmente sensibili e perciò vulnerabili in quanto non vi sono presenti elementi di sostegno come la qualità liquida di Kapha oppure il calore di Pitta ed è facile che si manifesti disidratazione della pelle e secchezza dei muscoli e delle articolazioni; in questa stagione Vata si deve proteggere attraverso l’alimentazione, lo yoga e l’oleazione (Abyangam) onde evitare l’insorgere di disturbi quali costipazione, ansia ed insonnia.
  • Pitta prende il sopravvento quando aumenta l’influenza di Agni, nel periodo estivo e nei climi caldi quali quelli desertici o delle giungle in cui vi è anche un elevato tasso di umidità. In questa stagione è necessario tenere sotto controllo Pitta rinfrescandosi e tranquillizzandosi per evitare l’accelerazione dei processi di conversione del corpo che causano sensazioni di bruciore, infiammazioni sia interne che esterne ed emozioni “focose” come rabbia, irritazione, nervosismo. Quando la stagione si rinfresca, Pitta diminuisce spontaneamente.
  • Kapha prende il sopravvento quando nell’ambiente è dominante Jala, l’acqua. Solitamente, nei periodi di pioggia o neve, nelle persone Kapha Prakruti si manifesta una tendenza all’aumento delle secrezioni acquose. Se Kapha aumenta eccessivamente, freddo, umidità e pesantezza possono sopraffare il calore di Pitta facendo comparire disturbi quali raffreddamenti, sinusiti, congestioni della testa o del petto e lacrimazione eccessiva agli occhi. È utile, in questa stagione, utilizzare cibi e bevande riscaldanti e coprirsi con maggiore attenzione.

La Natura ci sostiene; una piccola regola generale di facile applicazione sta nel ricordarsi che l’uomo è natura, è parte della natura e dell’ambiente che lo circonda. Semplificando al massimo, se ad esempio siamo nella stagione fredda, introducendo cibi caldi e mantenendosi al caldo riusciamo a mantenere l’equilibrio. Una vecchia abitudine radicata nella tradizione è quella delle pulizie di primavera; il nostro sistema corpo-mente-anima ci è grato se seguiamo tale tradizione. Con l’arrivo della primavera è consigliabile liberarsi delle energie stagnanti accumulate durante l’inverno attraverso una purificazione a livello fisico, energetico, mentale ed emozionale per fare così posto al nuovo che avanza.

Da non sottovalutare è il lavoro a livello mentale. Durante l’arco della giornata, dei mesi, degli anni, si accumulano tutta una serie di informazioni e si è chiamati a fare un lavoro quotidiano di digestione e trasformazione delle impressioni ricevute. Quando non si è in grado di fare un buon lavoro di digestione il sovraccarico di informazioni può generare dei problemi che vanno a formare blocchi più o meno pesanti che nel tempo si andranno a tradurre in una serie di sintomi. La mente funziona attraverso l’esercizio dell’ascolto e dell’osservazione, la conseguente comprensione delle immagini e dei pensieri percepiti e la memorizzazione delle informazioni.  In seguito alla memorizzazione la mente può poi rielaborare le informazioni ricevute e creare o abortire un nuovo pensiero o idea. A questo proposito, è importante cercare di avere la massima chiarezza possibile rispetto alla decodifica delle informazioni ed in questo un notevole aiuto è dato dal mantenere un buon regime di vita. Alla chiarezza si arriva attraverso il controllo ottenuto con l’allenamento e la disciplina; in questo senso, la mente può diventare uno strumento curativo. 

Ciclo della digestione

Subito dopo il pasto, la massa inerte di cibo ingerito determina una prevalenza dell’energia Kapha ed un aumento dell’energia Pitta che sarà dominante nella seconda ora dopo l’assunzione del pasto, durante il periodo digestivo, quando si avrà un accumulo dell’energia Vata che sarà poi dominante nell’ora successiva durante la fase di assimilazione e di eliminazione nel momento in cui i succhi dovranno circolare per il corpo e  le scorie dovranno essere eliminate.

  • Kapha Prakruti non deve ostacolare la digestione dormendo subito dopo l’assunzione del pasto.
  • Pitta Prakruti durante la digestione deve astenersi da qualsiasi attività che genera calore.
  • Vata Prakruti deve restare tranquillo e ridurre ogni genere di attività nella fase di assimilazione e nutrimento del Rasa per non incrementare il suo Dosha.
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