त्रिदोष महाभूत

I tre 
“corpo, mente e anima”
sono come un tripode.

Il mondo si regge sul loro insieme;
in loro prende dimora ogni cosa.

Questo insieme esiste per amore del Purusha, l’essere conscio.
E’ il soggetto dell’Ayurveda per cui gli insegnamenti dell’Ayurveda sono stati rivelati.

Charaka Samhita

  • Il corpo è composto di terra e di altri elementi grossolani. Ciò che in esso si presenta come duro è fatto di terra, ciò che fluido è fatto d’acqua, ciò che è caldo è fatto di fuoco, ciò che si muove è fatto di vento, ciò che è cavo è fatto di spazio. L’orecchio e gli altri organi costituiscono gli strumenti di senso conoscitivi. L’orecchio è fatto di spazio, la pelle di vento, l’occhio di fuoco, la lingua di acqua, il naso di terra. Ciò che tali organi percepiscono è rispettivamente il suono, il tatto, la forma, il sapore e l’odore, che sorgono dai rispettivi elementi grossolani, a partire dalla terra. Gli organi di senso preposti all’azione poi sono la bocca, le mani, i piedi, l’apparato escretore e quello riproduttivo. I loro ambiti d’azione, che sorgono dai rispettivi elementi grossolani, a partire dalla terra, sono nell’ordine l’atto di parlare, di afferrare, di muoversi, di espellere e di godere. (…) 
    Ossa, peli, vasi, nervi, capelli e carne partecipano della natura della terra. Urina, muco, sangue, sperma e sudore partecipano della natura dell’acqua. Fame, sete, accidia, obnubilamento e copula partecipano della natura del fuoco. Il camminare, il grattarsi l’aprire e il chiudere gli occhi e simili partecipano della natura del vento. Desiderio, ira, cupidigia, obnubilamento e paura partecipano della natura dello spazio.
    Il suono, il tatto, la forma, il sapore e l’odore sono qualità proprie della terra. Il suono, il tatto, la forma e il sapore sono qualità proprie dell’acqua. Il suono, il tatto e la forma sono qualità proprie del fuoco. Il suono e il tatto sono qualità proprie del vento. Il mero suono è la qualità propria dello spazio.

    Sarirakopanisad I 1-20

Vata, Pitta e Kapha sono chiamati i tre sostegni.
Riconoscendo questo gruppo di tre come il triplice mantra sacro OM, i saggi vengono liberati.

                                                                 Brihat Yogi Yajnavalkya Smriti II.25

I Tridosha sono le tre forze che interagiscono costantemente, unitamente alle qualità espresse dai Pancha Mahabhuta, i cinque elementi, per il mantenimento della vita nel manifesto. Prima di ogni tipo di considerazione è bene avere presente che tutto è energia che si palesa a differenti livelli di condensazione. Quando pensiamo agli elementi dobbiamo dunque visualizzarli come diversi tipi di densità energetica; dallo stato solido a quello etereo ci sono tutte i possibili gradi di densità della materia. Quando ad esempio parliamo dell’elemento Terra facciamo riferimento alla forma più condensata della materia e non alla terra come la vediamo su questo pianeta. Queste diverse forme di densità esprimono a loro volta delle caratteristiche ben precise che fanno riferimento alle diverse qualità che si manifestano attraverso di esse. Ma tutte queste caratteristiche manifestate dagli elementi hanno bisogno delle energie dei Tridosha per esprimersi. L’interazione costante di tali forze permette il manifestarsi degli elementi e quindi il palesarsi, come espressione ultima, delle forme grossolane.

Tanmatra

I cinque elementi sono le sostanze del mondo fisico che derivano dall’unione in percentuali diverse delle essenze sottili, Tanmatra, generate da Rajas e Tamas. Rajas è l’Ego attivo che interagisce con Tamas che è l’Ego inerte da cui ha origine la materia fisica.
I Tanmatra sono più sottili delle sensazioni fisiche che da essi derivano e sono collegati al prana, la forza vitale. Essi sono le forme sottili dei cinque elementi prima della loro differenziazione in oggetti grossolani. Tali energie primordiali sono necessarie per permettere la coordinazione degli organi di senso con gli oggetti dei sensi: i vari oggetti dei sensi possono essere percepiti attraverso gli organi sensoriali perché entrambi sono prodotti dei Tanmatra. I Tanmatra esistono indipendentemente dall’esistenza dei Pancha Jnanendriya e dei Pancha Karmendriya.

Dalla vibrazione iniziale, primo Tanmatra, suono, si originò l’etere, il nulla, da cui nacque una vibrazione che generò il movimento che è il secondo Tanmatra, tatto; insieme, i due Tanmatra, diedero origine all’aria. Dal movimento dell’aria, per frizione, si generò il calore, terzo Tanmatra, vista, che, unito agli altri due Tanmatra, originò il fuoco. Il calore del fuoco dissolse l’aria e generò liquidità, quarto Tanmatra, gusto, che, unito agli altri Tanmatra, originò l’acqua. La loro unione creò solidità, quinto Tanmatra, odore, che unendosi agli altri Tanmatra generò la terra.

 Rajas+Tamas

1° Tanmatra  >ETERE
(Suono – Essenza basica)
1° Tanmatra+ 2° Tanmatra > ARIA
(Percezione – Essenza basica del tatto)
1° Tanmatra + 2° Tanmatra + 3° Tanmatra > FUOCO
(Calore – Essenza basica della vista)
1° Tanmatra + 2° Tanmatra + 3° Tanmatra + 4° Tanmatra > ACQUA
(Gusto – Essenza basica)
1° Tanmatra + 2° Tanmatra + 3° Tanmatra + 4° Tanmatra + 5° Tanmatra > TERRA
( Odore – Essenza basica dell’olfatto)

Pancha Jñānendriya – Gli organi di senso permettono l’esperienza del mondo esterno. Essi sono da considerarsi organi ricettivi in quanto recepiscono informazioni e la loro attività espressiva avviene per mezzo dei corrispondenti organi di azione. Ognuno di essi corrisponde ad una particolare qualità di senso e ad un elemento. I Pancha Jñānendriya sono il veicolo attraverso cui assimilare i Tanmatra che nutrono l’individuo a livello sottile.

Pancha Karmendriya – Gli organi di azione corrispondono ai cinque elementi ed ai cinque sensi. Essi permettono di agire nel mondo fisico e danno la possibilità alla mente di fare nuove esperienze. I Pancha Karmendriya sono espressivi e la loro capacità ricettiva è data dagli organi di senso. Gli organi di azione sono maggiormente collegati ai cinque elementi grossolani mentre gli organi di senso corrispondono di più ai Tanmatra o elementi sottili.

pancha Mahabhuta

  • etere-Akasha
  • aria-Vayu
  • fuoco-Tejo
  • acqua-Jala
  • terra-Pritvi

I Pancha Mahabhuta sono i cinque elementi di cui tutta la materia è costituita. Visto che gli elementi raffigurano i diversi gradi di densità, la Terra (Prithvi) rappresenta lo stato solido, l’Acqua (Jala) quello liquido, il Fuoco (Tejo) è la forza capace di mutare la condizione di qualunque sostanza, l’Aria (Vayu) raffigura lo stato gassoso e l’Etere (Akasha) è al tempo stesso sia la fonte di tutta la materia che lo spazio dove essa esiste. Idealmente, l’etere è la condizione più rarefatta della materia mentre la terra costituisce quella più solida e fra questi due livelli esistono tutti i possibili gradi di densità che producono la gamma completa delle esperienze e la manifestazione di tutte le idee.

Tutto ciò che appare a livello grossolano ha sempre un aspetto sottile che lo permea e perciò i cinque elementi sono alla base sia della forma grossolana delle cose sia di quella sottile, o causale, e sono presenti in tutti e tre gli aspetti della manifestazione: corpo, mente ed anima. L’essere umano è definito, in questo contesto, come l’insieme dei cinque grandi elementi cui generalmente si unisce il Sé immateriale, il Purusha. Nell’uomo, quindi, la terra raffigura la compattezza e l’unione mentre l’acqua rappresenta l’umidità e la liquidità. Il fuoco esprime il calore e la trasformazione mentre l’aria il respiro vitale e l’etere gli interstizi, le cavità; il Sé è l’essenza che vi dimora.

  1. L’elemento Etere ha solo suono ed è connesso con l’udito. Il suo organo di senso è l’orecchio ed è lo spazio vuoto del corpo. Il suo organo di azione è la bocca (esprimere).
  2. L’elemento Aria ha suono e percezione ed è connesso col tatto. Il suo organo di senso è la pelle ed è responsabile di tutti i movimenti. Il suo organo di azione sono le mani (afferrare).
  3. L’elemento Fuoco ha suono, percezione e colore ed è connesso con la vista. Il suo organo di senso è l’occhio ed è responsabile dei processi metabolici. Il suo organo di azione sono i piedi (muovere).
  4. L’elemento Acqua ha suono, percezione, colore e gusto ed è connesso col gusto. Il suo organo di senso è la lingua ed esercita un effetto calmante generando fluidità, freschezza e morbidezza. Il suo organo di azione sono gli urino-genitali (emanare).
  5. L’elemento Terra ha suono, percezione, colore, gusto e odore, ed è connesso con l’olfatto. Il suo organo di senso è il naso ed è presente in tutti gli organi e le sostanze solide del corpo. Il suo organo di azione è l’ano (eliminare).

Nel corpo umano:

  • L’etere rappresenta tutti gli spazi corporei  e governa gli impulsi nervosi, la  sua sede principale è la cavità cranica.
  • L’aria rappresenta gli organi respiratori e governa i movimenti del corpo, la sua sede è la cavità della gola e toracica.
  • Il fuoco rappresenta l’enzima Agni e governa la digestione e il metabolismo, la sua sede è la cavità addominale.
  • L’acqua rappresenta i liquidi organici, linfa, sangue, muco, grasso, e governa gli organi riproduttivi, la  sua sede è la cavità pelvica.
  • La terra rappresenta tutti gli organi solidi, ossa e cartilagini, e governa il sistema escretorio, la sua sede è la cavità pelvica.

In relazione ai Tridosha, le tre forze energetiche responsabili della vita:

  • Gli elementi Aria e Etere originano Vata        -> Movimento
  • Gli elementi Fuoco e Acqua originano Pitta   -> Calore
  • Gli elementi Acqua e Terra originano Kapha -> Stabilità

tridosha

  • Vata – Movimento
  • Pitta – Nutrimento
  • Kapha – Riposo

L’intero universo nasce dall’interazione di tre forze originarie: energia, luce e materia. Per energia si intende l’origine della forza vitale primaria che permea ogni cosa e che opera per mezzo dell’elemento aria che è per sua natura attivo e stimola il movimento. La luce è l’origine della mente con cui si può vedere, conoscere e discernere e funziona per mezzo dell’elemento fuoco che dona illuminazione. La materia è la base del corpo che genera forma e sostanza nel tempo e nello spazio ed è dominata dall’elemento acqua che dà stabilità e sostiene i tessuti. Queste tre forze originano Vata, che è vento, dà energia e movimento, Pitta, che è fuoco, dà luce e calore e Kapha, che è acqua, contiene, sostiene e nutre. L’esistenza biologica può essere intesa come la danza dei tre Dosha nei loro continui giochi di equilibrio o squilibrio.

I Dosha sono tutti presenti nell’uomo ma le loro diverse percentuali ne determineranno la costituzione particolare, le condizioni di crescita, di invecchiamento, di salute o di malattia indicando la particolare predisposizione a determinate patologie piuttosto che ad altre. I Tridosha sono le forze che permettono all’uomo di manifestarsi attraverso corpo, mente e spirito e servono alla funzionalità dell’organismo. Essi non sono le sostanze, gli elementi, ma le forze responsabili del movimento, della trasformazione e dell’unione. Ogni Dosha svolge delle funzioni ben precise sia a livello energetico che fisico, funzionale, fisiologico e psichico.

I Dosha sono sempre presenti in tutto il corpo ma Vata domina la regione al di sotto dell’ombelico, Pitta tra l’ombelico ed il cuore e Kapha sopra il diaframma.

  1. Vata, che rappresenta la “Creazione”, regola tutte le forme di moto del corpo e della mente. Tutto ciò che si muove, dalla molecola al pensiero, lo fa grazie a Vata e qualsiasi forma di moto influenza inevitabilmente tutte le altre. Vata controlla la circolazione, la respirazione, la riproduzione, l’evacuazione a tutti i livelli ed è responsabile del movimento dei singoli impulsi delle cellule nervose, dei cinque sensi, del trasporto da un punto ad un altro di Pitta e Kapha, dei movimenti nei muscoli e nei tessuti e delle pulsazioni del cuore.
  2. Pitta, che rappresenta la “Trasformazione”, governa tutte le trasmutazioni che hanno luogo nell’organismo compresa quella della luce da parte degli occhi e degli stimoli sensoriali da parte del cervello. Le funzioni della digestione, la sete, la fame, il calore, il sudore, il colorito, la vista, la percezione dipendono da Pitta che ha anche la funzione di rallentare l’accumulo di scorie e di grasso e la pigrizia ed è responsabile del desiderio e della passione.
  3. Kapha, che rappresenta la “Costruzione”, mantiene il corpo “unito” esercitando un influsso stabilizzatore sull’organismo poiché ha la caratteristica di lubrificare, preservare e trattenere. Questo Dosha, che controlla la forza e la struttura del corpo, tutte le funzioni cellulari, il sistema immunitario e la rigenerazione dei tessuti, genera tolleranza, generosità, tranquillità, introversione, lentezza, grasso e scorie.

A livello cellulare, Vata porta il nutrimento ed elimina le scorie, Pitta brucia il nutrimento e provoca l’energia per il funzionamento delle cellule, Kapha stabilizza la struttura delle cellule.

Nel processo digestivo, Vata convoglia gli alimenti attraverso il canale digestivo e favorisce la combustione del cibo, Pitta disgrega il cibo preparandolo per l’assimilazione (catabolismo), e Kapha lubrifica l’intestino che contiene il cibo fino a che non è digerito.

Nel cervello, Vata è responsabile del movimento dei pensieri dal loro deposito alla coscienza presente e da questa al deposito, la memoria; Pitta è responsabile della trasformazione delle informazioni recepite in pensiero e del discernimento, del raffronto e del giudizio che ne consegue; Kapha fornisce la stabilità necessaria affinché la mente possa funzionare correttamente.  Quando la mente non è in armonia, gli squilibri di Vata si manifestano attraverso paura ed ansia, quelli di Pitta attraverso rabbia e invidia e quelli di Kapha attraverso avidità ed attaccamento.

I Dosha hanno delle qualità in comune che facilitano il loro funzionamento e qualità contrarie che creano difficoltà. Questa conoscenza costituisce un elemento importante ai fini del mantenimento dell’equilibrio ed a questo proposito è bene tenere presente le principali caratteristiche che li contraddistinguono.

  1. Vata e Kapha hanno in comune il freddo ed hanno in opposizione  la secchezza con l’oleosità e la leggerezza con la pesantezza.
  2. Vata e Pitta hanno in comune la leggerezza ed hanno in contrasto il freddo col caldo ed il secco con l’oleoso.
  3. Pitta e Kapha hanno in comune l’oleosità ed hanno in contrasto il caldo col freddo ed il leggero col pesante.

Quando vi è un eccesso di un Dosha, perché iperattivo, questo si manifesta sotto forma di dolore muscolare, tensione nervosa o gas se si tratta di uno squilibrio di Vata, sotto forma di bile od acidità, calore, se è un problema di Pitta, sotto forma di muco, gonfiore, se si tratta di un problema di Kapha.

A seconda del tipo di sintomi si può capire se vi è uno squilibrio di uno o più Dosha e quali di questi sono da correggere.

  • Un eccesso di Vata si accumula principalmente nel colon ma anche in bacino, coscia, orecchie e ossa.
  • Un eccesso di Pitta si accumula principalmente nello stomaco e nell’intestino tenue ma anche in fegato, sangue, occhi e viso.
  • Un eccesso di Kapha si accumula principalmente nei polmoni ma anche in testa, gola, naso, lingua, stomaco, vescica, braccia e pelle.

Ogni Dosha ha cinque upadosha, Panchaka Dosha, che hanno funzioni ben precise all’interno dell’organismo e che aiutano a mantenere la situazione di equilibrio dei Dosha stessi.

  • Panchaka Vata agiscono nelle varie sedi asciugando l’eccesso di muco (kapha) e rinfrescando il calore (pitta).
  • Panchaka Pitta agiscono producendo il calore che controlla l’eccesso di mucosità (kapha) e che scioglie la freddezza e la contrazione causate da un eccesso di movimento (vata).
  • Panchaka Kapha agiscono producendo muco che protegge da eccessi di fuoco (pitta) e da eccessi di movimento (vata).

Conoscendo le principali qualità dei Dosha si può adottare uno stile di vita che tenda al costante riequilibrio in modo naturale, senza arrivare a quegli eccessi che porterebbero inevitabilmente al manifestarsi di sintomi più o meno importanti.

Vata – è il Dosha, o forza biologica, dominante e, formato dagli elementi etere e aria, corrisponde al corpo causale. Nelle sue cinque forme, Vata mantiene sia la struttura sia la funzionalità dell’organismo presiedendo i movimenti ascendenti e discendenti, governando e guidando la mente, stimolando i sensi, trasmettendo tutti gli impulsi sensoriali, organizzando i diversi elementi dell’organismo, collegando le parti del corpo ed ispirando il linguaggio. Vata è il campo d’azione del tatto e dell’udito nonché l’origine di questi due sensi, è il grembo della risata e dell’euforia, stimola il fuoco gastrico, elimina gli escrementi, modella la forma fetale e promuove le attività della vita. Questo Dosha controlla tutti i movimenti delle molecole, delle cellule e del corpo ed è responsabile di tutta l’organizzazione dei tessuti del corpo e dei prodotti di rifiuto del corpo stesso. Vata esercita un effetto essiccante sull’organismo e sugli altri Dosha ed è responsabile dell’origine, del mantenimento e della distruzione della vita. Le molecole di Vata sono leggere e mobili e si espandono in tutto il corpo velocemente. Vata, che è freddo, ha come caratteristiche l’instabilità, la leggerezza, l’espansione, la mancanza di sapore, di odore, di calore e la sua natura è Sattva; questo Dosha esiste negli spazi vuoti del corpo, nelle articolazioni, nelle cavità ossee, negli organi cavi, nella zona tra le anche e nella parte bassa della schiena; la sua sede principale è il colon. Gli organi sensoriali di Vata sono orecchie e pelle e gli organi di azione sono la parola e le mani, correlati agli elementi etere ed aria ed ai Tanmatra suono e tatto.

Panchaka Vata – Sono le cinque energie di movimento che determinano l’armonia dei tridosha proteggendo, attraverso il movimento, gli organi e le funzioni fisiologiche.

  1. Prana Vayu – La sua sede è la cavità cranica e toracica; cuore e cervello. Dà la vita ad ogni individuo, connette anima-mente-corpo e governa la mente, i sensi, il cervello e la concentrazione. E’ responsabile del movimento del cuore e mantiene la vita ed i processi vitali fornendo ossigeno.
    L’errato Prana causa morte, sofferenza e stanchezza.
  2. Udana Vayu – La sua sede è la cavità della gola e polmoni. E’ responsabile del movimento della gola, del parlare, della deglutizione e della forza. Mantiene il colore della pelle.
    L’errato Udana blocca l’energia e provoca difetti nel parlare.
  3. Vyana Vayu – Circolazione. La sua sede è la cavità toracica, cuore, ed è presente in tutto il corpo. E’ responsabile del movimento del cuore nella sua spinta periferica del flusso della circolazione.
    Un errato Vyana causa blocchi del sistema circolatorio.
  4. Samana Vayu – La sua sede è la cavità addominale. E’ responsabile del movimento necessario per la digestione; aiuta nella ricezione del cibo e nella sua rottura meccanica così da agevolare il lavoro degli enzimi digestivi.
    L’errato Samana causa indigestione ed errata assimilazione.
  5. Apana Vayu – Eliminazione. La sua sede è la cavità pelvica. E’ responsabile del movimento verso il basso, delle funzioni escretorie e riproduttive.
    L’errato Apana blocca l’apparato riproduttore ed escretore.

Pitta – rappresenta il potere della digestione e della cottura ed è responsabile della trasformazione che avviene nel corpo a qualsiasi livello. Pitta governa tutti i processi fisici dove viene sprigionata energia perché emette l’enzima Agni che è responsabile della digestione a livello fisico, sia cellulare che dei tessuti e del cibo, mentale ed emozionale. Questo Dosha è responsabile dei tratti positivi dati dall’intelligenza, dal coraggio e dalla vitalità oltre che delle condizioni che determinano la calma o la rabbia, l’acutezza o l’ottusità, la lucidità o la confusione mentale. Esso è garante del buon funzionamento della vista e mantiene il colore e la luminosità della pelle. Pitta, che è localizzato nell’intestino tenue e nello stomaco, oltre che nel sudore, nelle ghiandole, nel sangue e nella linfa, governa l’istinto della fame e della sete e la predisposizione a sentirsi forti o deboli, a sentire caldo o freddo. Il suo organo di senso è l’occhio e l’organo di azione sono i piedi, collegati al Tanmatra della vista ed agli elementi fuoco ed acqua che sono in opposizione tra loro. La componente dell’energia fuoco di Pitta ne costituisce il principio attivo mentre la componente acqua agisce come veicolo. Pitta è calore, fluidità, oleosità, luce, chiarezza ed è penetrante, mobile, pungente ed aspro. Pitta, che corrisponde al corpo sottile, dipende da Vata per il movimento e da Kapha per il sostentamento e, al contempo, equilibra entrambi i Dosha; aumenta il movimento di Vata liberando energia, incrementa i processi catabolici, di distruzione delle sostanze-cibo, e rompe le molecole più grandi di Kapha in molecole più piccole. Pitta aumenta la produzione di calore, l’appetito e la sete ed è importante per la mente e per l’intelletto perché, se Vata aumenta la velocità delle funzioni cerebrali, Pitta, aumentando il metabolismo, ne aumenta l’attività.

Panchaka Pitta – Sono le cinque energie del calore prodotto in varie sedi che protegge gli organi e le funzioni fisiologiche.

  • Pachaka Pitta – La sua sede è l’apparato digerente. E’ responsabile della combustione della digestione e della assimilazione. Produce enzimi e lo stimolo della fame.
    Un errato Panchaka causa disturbi come l’anoressia.
  • Ranjaka Pitta – La sua sede è il fegato e la milza. La sua funzione è la sintesi di emoglobina. E’ responsabile del colore del sangue, del fegato, della milza, delle ossa, degli occhi, dei capelli, della pelle e della produzione di fuoco attraverso lo stress e la rabbia nel fegato.
    L’errato Ranjaka causa gastriti e ulcere.
  • Sadaka Pitta – La sua sede è il cervello ed il cuore. E’ responsabile del calore del cuore, dona al cuore coraggio, produce emozioni, pensieri, intelletto, porta giudizio e memoria, luminosità, fa acquisire coscienza.
    L’errato Sadaka causa disturbi della psiche e dell’espressione.
  • Alochaka Pitta– La sua sede sono gli occhi. E’ responsabile del calore della vista negli occhi e negli altri sensi. La sua funzione è la percezione della luce. È il fuoco della visione.
    L’errato Alochaka causa mal di testa.
  • Bharajaka Pitta – La sua sede è la pelle. E’ responsabile del calore in tutto il corpo, della temperatura, della carnagione luminosa e del potere di assorbimento della pelle.
    L’errato Bharajaka causa prurito, psoriasi, eczema.

Kapha – è formato dagli elementi acqua e terra e rappresenta la forza di coesione. Kapha, che corrisponde al corpo fisico, è ciò che tiene insieme le cose quindi ha la funzione di contenitore corporeo per gli altri Dosha e dipende da Vata per gli stimoli ed il movimento e da Pitta per il calore. Kapha, la cui azione è l’unione, è localizzato nella parte superiore del corpo, nello stomaco, dove viene prodotto il muco, nei polmoni, nei tessuti linfatici e nel grasso; è responsabile della struttura e di tutti i processi anabolici, di costruzione, che includono la crescita e lo sviluppo del corpo e la guarigione dalle ferite. La componente Terra è responsabile della forza, della stabilità e della fermezza mentre la componente Acqua è responsabile della formazione e del mantenimento dei fluidi corporali negli spazi interstiziali, intercellulari e intervascolari ed agisce come lubrificante. I suoi organi di senso sono la lingua ed il naso e i suoi organi di azione sono gli organi genitali ed escretori. Kapha controlla il sistema immunitario e costituisce l’energia di difesa del corpo; ne è un esempio il muco che si forma nel naso che rappresenta una protezione dalle infezioni. Questo Dosha, che governa organi come cervello, reni, vescica ed apparato sessuale, rallenta il metabolismo ed aumenta la lubrificazione, l’attrazione, la compattezza, la pesantezza, il grasso e le scorie del corpo oltre che, a livello comportamentale, la compassione, la tranquillità, la concentrazione, la flessibilità, la lentezza, l’inerzia e dona la capacità di esprimere amore, fede e devozione.

Panchaka Kapha – Sono le cinque energie di unione e producono sostanze mucose in varie sedi. Evitano disturbi causati dall’eccesso di calore o di movimento.

  • Kledaka Kapha – La sua sede è lo stomaco. E’ responsabile della produzione di muco per umidificare il cibo nello stomaco e nel canale digerente. Sostiene gli elementi di Kapha in tutto il corpo.
  • Avalambaka Kapha – La sua sede è il cuore ed i polmoni. E’ responsabile della secrezione di muco, sostiene, lubrifica e protegge polmoni, cuore, gli altri organi e tutti i tessuti attraverso la circolazione. Sostiene la circolazione e la respirazione.
  • Bodaka Kapha – La sua sede è la bocca e la lingua. E’ responsabile della produzione di saliva. Provoca l’esperienza del gusto.
  • Tarpaka Kapha – La sua sede è la cavità cranica. E’ responsabile della produzione di liquidi cerebrali per nutrire il cervello, i sensi, rinfrescare e soddisfare la testa.
  • Sleshaka Kapha – La sua sede sono le articolazioni. E’ responsabile della produzione di liquido per lubrificare le articolazioni e connettere i tessuti.
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