• Jay Ganesh, Jay Ganesh, Jay Ganesh Devaa
    Maataa Jaakii Paarvatii, Pitaa Mahaadevaa 
    Vittoria a Te, Oh Signore Ganesha, vittoria Te, Oh Signore Ganesha, vittoria Te,  Oh Signore Ganesha Deva.
    Sei  nato da madre Parvati e il Signore Shiva è tuo padre.

    Ek Dant Dayaavant, Chaar Bhujaadhaarii
    Maathe Par Tilak Sohe, Muuse Kii Savaarii 
    Hai  una sola zanna. Sei  pieno di compassione e hai quattro braccia.
    Hai  un bel segno vermiglio sulla fronte, e cavalchi il tuo vahana (vettore) che ha  la forma di un topo. 

    Paan Chaddhe, Phuul Chaddhe Aur Chaddhe Meva
    Ladduan Ko Bhog Lage, Sant Kare Sevaa 
    I  devoti ti offrono paan (foglie di betel), fiori, meva (frutta secca),
    e  dolci in forma di laddu; I Santi offrono a Te servizi devozionali. 

    Andhe Ko Aankh Det, Koddhin Ko Kaayaa
    Baanjhan Ko Putra Det, Nirdhan Ko Maayaa 
    Doni  la visione ai ciechi e guarisci il lebbroso.
    Doni  i bambini alla donna sterile e ricchezza agli indigenti. 

    Suurashyaam Shaarann Aae Saphal Kiije Sevaa
    Maataa Jaakii Paarvatii, Pitaa Mahaadevaa 
    Noi  ti preghiamo giorno e notte. Per favore donaci il successo su di noi.
    Sei  nato da madre Parvati e il Signore Shiva è tuo padre. 

    Jay Ganesh, Jay Ganesh, Jay Ganesh Devaa
    Maataa Jaakii Paarvatii, Pitaa Mahaadevaa 
    Vittoria a Te, Oh Signore Ganesha, vittoria Te, Oh Signore Ganesha, vittoria Te,  Oh Signore Ganesha Deva.
    Sei  nato da madre Parvati e il Signore Shiva è tuo padre.

Il controllo della forza vitale si ottiene mediante l’inspirazione, l’espirazione e l’apnea inspiratoria, che ne  costituiscono le tre varietà. (…)
Disciplinando la forza vitale invero ci si libera in men che non si dica.

Srijabaladarsanopanisad

  • Su che cosa vi fondate tu e il tuo atman?
    Sul soffio vitale.
    -E su cosa si fonda il soffio vitale?
    -Sull’esalazione.
    -E su cosa si fonda l’esalazione?
    -Sul respiro circolare.
    -E su cosa si fonda il respiro circolare?
    -Sul respiro ascendente.
    -E su cosa si fonda il respiro ascendente?
    -Sul respiro centrale.

    BU-III,9

  • Ora, è solamente in questo soffio vitale che egli (nel sonno) è integrato nell’uno. La parola insieme con tutti i nomi è assorbita in esso. L’occhio insieme con tutte le forme è assorbito in esso. L’orecchio insieme con tutti i suoni è assorbito in esso. La mente insieme con tutti i pensieri è assorbita in esso. E quando egli si sveglia, come da un fuoco ardente le scintille si sprigionano in tutte le direzioni, allo stesso modo da questo atman le potenze sensoriali si sprigionano verso le loro rispettive sedi: dalle potenze sensoriali emanano i sensi e dai sensi gli oggetti sensoriali.

    KausU-IV,20

  • Uddalaka Aruni disse a suo figlio Svetaketu:
    “Apprendi da me, figlio mio, riguardo allo stato di sonno (profondo). Quando una persona dorme, mio caro, allora ha raggiunto l’Essere; poichè egli è entrato in se stesso, perciò si dice “egli dorme”, dato che egli è entrato in se stesso.
    Come un uccello, legato a uno spago, dopo aver volato intorno in varie direzioni, non trovando nessun luogo ove posarsi, trova infine un trespolo nel luogo della sua cattività, così anche la mente, mio caro, dopo aver volato intorno in diverse direzioni, non travando nessun luogo ove posarsi, trova infine un sostegno nel soffio vitale, poichè la mente, mio caro, è legata al soffio vitale.”

    CU-VI,8

Aumentare l’apporto di energia attraverso il controllo del respiro consente di accrescere sia l’ossigenazione che il Prana nel corpo in modo da permettere la purificazione dei tessuti più sottili, del sangue, del cervello e dei nervi e la conseguente eliminazione delle malattie; una migliore qualità di energia allunga la vita. Controllare il respiro significa prendere confidenza con questa funzionalità quasi sempre data per scontata ed imparare a conoscerne i meccanismi nelle tre fasi, di inspirazione, espirazione e riposo. Attraverso il Pranayama possiamo imparare a respirare correttamente e aumentare la capacità polmonare con i conseguenti benefici ma anche purificare, aumentare la forza di difesa e Ojas, armonizzare il sistema nervoso, aumentare o diminuire il fuoco digestivo, riscaldare o rinfrescare, in modo da riportare all’equilibrio i Dosha quindi questa pratica può essere parte integrante di un percorso di autoguarigione; tutte le varie tecniche dello Yoga abbinate alla conoscenza ayurvedica sono da ritenersi degli strumenti di guarigione.

Aumentare l’apporto di Prana fornisce quella chiarezza necessaria a sciogliere le tensioni ed a cambiare la qualità della mente in modo da accedere alla meditazione in maniera agevole. Quando la mente è agitata non può esistere la meditazione ma solo un passaggio convulso di pensieri che non fanno altro che aumentare la confusione, che non sgravano la mente. Calmare il respiro significa rallentare le funzioni sensoriali, ritirarsi dagli stimoli esterni ed entrare in una situazione di riposo. Una volta acquietata la mente si può cominciare a lavorare sul controllo della stessa.

Il Pranayama, come le altre pratiche dello Yoga, va fatto quando si è liberi da cibo e scorie in quanto la funzione digestiva e quella dell’eliminazione presuppongono uno specifico movimento dei Vayu del corpo; facendo Pranayama si agisce sul movimento dei Vayu dunque fare questa pratica a stomaco pieno crea attrito con la normale funzionalità del corpo. Questa pratica è sconsigliata in caso di ipertensione e malattie cardiache e polmonari.

Per eseguire il Pranayama è importante fare la pulizia del naso e delle vie respiratorie ogni mattina. Il modo più semplice è fare Jala Neti utilizzando il Lota, recipiente col beccuccio, con acqua tiepida e salata. 

kumbhaka  –  so’ham  –  respirazione completa  –  nadi shodana  –  nadi shuddi  –  anunasika  –  kapalabati  –  kapala shuddi  –  bhastrika  –  brahmari  –  sitali  –  sitkari  –  ujjayi  –  secondo i cinque vayu

Kumbhaka

Attraverso la pratica di Kumbhaka il respiro viene sospeso in modo da acquietare la mente ed i sensi e da consentire di penetrare sempre più nel profondo. Quando viene esercitata all’interno di determinate pratiche, la soppressione del respiro a polmoni pieni oppure vuoti insegna a mantenere il controllo della mente e dei sensi e amplifica la percezione. Questa pratica aiuta a controllare Prana e Apana Vayu ed il sistema nervoso centrale, migliora la circolazione, risveglia Kundalini e nel tempo consente di andare oltre la dualità.

  • Puraka Kumbhaka – La ritenzione dopo un’inspirazione profonda aumenta l’effetto tonificante del Pranayama ed ha un effetto stabilizzante utile per calmare Vata e aumentare Ojas.
  • Bahir Kumbhaka – La ritenzione dopo l’espirazione è riducente e disintossicante, utile per Kapha e per aumentare Prana; favorisce la meditazione ma può aggravare Vata se tenuta per troppo tempo.

So’Ham

“Il respiro viene esalato con il suono “ha” ed inalato con il suo” sa”. Pertanto ogni individuo vivente recita perpetuamente questa formula meditativa “Hamsa”, ventunomilaseicento volte in un giorno e una notte. Essa è detta “formula rituale sacra non recitata”, ovvero recitata inconsciamente, dai seguaci dello yoga, e si ritiene conferisca infallibilmente la liberazione. Mercè la mera decisione di compiere questa recitazione ci si sbarazza d’ogni male. Non v’è mai stata né vi sarà scienza sacra, recitazione rituale o gnosi salvifica che possa stare alla pari con questa formula ripetuta inconsciamente.”

Yogacudamanyupanisad 31b

Il suono naturale del respiro è Sa (trattenere-inspirare) e Ha (lasciare-espirare). Sa indica il Sé, Ham indica “io sono” quindi il respiro naturale non è altro che l’affermazione Sono Quello, Io Sono Lui. Lasciare andare spontaneamente il respiro più in profondità recitando So’Ham è la forma più semplice di Pranayama che dà energia al respiro stesso.

Il Mantra recitato a suoni invertiti acquieta il respiro e ne riduce il flusso: HAMSA (Ham, inspiro – Sa, espiro).

respirazione completa

La respirazione completa consiste di un unico atto armonico suddiviso in tre fasi. Per chi non ha dimestichezza, può essere utile cominciare eseguendo le tre fasi distintamente, e magari aiutandosi mettendo le mani sull’addome per seguire il movimento, prima di unirle in un unico respiro. Sedersi in una posizione di meditazione e svuotare il più possibile i polmoni; inspirare profondamente gonfiando prima l’addome poi il torace ed in seguito la zona delle clavicole e tenere per un secondo i polmoni pieni per poi espirare con la stessa sequenza quindi rilassando prima l’addome poi il torace ed infine la gola e la testa. Dopo l’espiro tenere per un secondo i polmoni vuoti.

Migliora l’attività respiratoria, rilassa e tonifica il sistema nervoso, incrementa Ojas.

Nadi Shodana


Pulizia delle Nadi

Sedere nell’Asana di meditazione e fare alcuni respiri profondi centrandosi sulla spina dorsale. Portare la mano in Vishnu Mudra e portare il pollice vicino alla narice destra e il mignolo e l’anulare vicino alla narice sinistra. Fare la respirazione a narici alterne contando fino ad otto inspirando, espirando e riposando.

Questa è la forma più semplice di purificazione delle Nadi che può essere praticata all’inizio per incominciare a prendere confidenza con la tecnica e per cercare di prolungare progressivamente i tempi delle tre fasi del respiro; una volta acquisita familiarità con questa pratica si può passare a Nadi Shuddi.

Le Nadi sono i canali energetici sottili del corpo. Per mantenere un flusso equilibrato in Ida e Pingala Nadi, cosa che consente di tenere in equilibrio Prana, Tejas e Ojas e permette di curare la mente e le emozioni, si utilizza la respirazione a narici alterne.

Aumentando in modo uguale il respiro da entrambe le narici si ha l’effetto di calmare Vata contrastandone i disturbi, di aumentare il Prana e di armonizzare la coscienza profonda.

La narice sinistra, associata a Ida, è lunare quindi ha una maggiore corrispondenza con Kapha mentre la narice destra, associata a Pingala, è solare ed ha predominanza Pitta.

Chandra Bheda
Favorire il respiro attraverso la narice sinistra aumenta i tessuti corporei e Ojas, nutre Manas e contrasta la febbre, l’insonnia, la rabbia e l’iperattività; rinfrescando, è adatta per Pitta Prakruti e negli stati di Pitta alterato.

Surya Bheda
Favorire il respiro attraverso la narice destra aumenta Tejas, il coraggio, la motivazione, Buddhi e contrasta la cattiva digestione o circolazione, la depressione, la pigrizia; riscaldando, è utile per tutti i problemi di Kapha.

Nadi Shuddi


Purificazione delle Nadi

Seduti in posizione comoda portare la mano in Chin Mudra. Col pollice della mano destra chiudere la narice destra e svuotare a fondo i polmoni poi inspirare lentamente e profondamente dalla narice sinistra. Fare Kumbhaka trattenendo l’aria nei polmoni e fare Jalandhara Bandha. Col dito indice chudere la narice sinistra ed espirare lentamente dalla destra poi praticare Bahir Kumbhaka, la ritenzione a polmoni vuoti, aiutandosi con Uddiyana Bandha. Ripetere inspirando dalla narice destra.

Inspirando percepire mentalmente il suono SO
Espirando percepire HAM
A polmoni pieni percepire RU
A polmoni vuoti percepire THAM
Ripetere per diversi cicli.

Variante: La respirazione deve essere fatta secondo il rapporto 16, 64, 32 e dunque può essere di aiuto procurarsi un Mala che sarà segnato ai grani corrispondenti. Inalando dalla narice sinistra, fare durare l’inspirazione il tempo necessario alla recitazione del mantra YAM 16 volte quindi fino ad arrivare al 16° grano, trattenere il respiro a polmoni pieni per il tempo che serve alla recitazione del mantra YAM per 64 volte e fare durare l’espirazione il tempo necessario a recitare il mantra YAM 32 volte. All’inspirazione dalla narice destra usare il mantra RAM.

Disciplina la mente, infonde calma, migliora la concentrazione e la memoria, nutre gli organi, rinforza il cuore, tonifica tutto il corpo, purifica le Nadi, equilibra i Tridosha.

Anunasika


Pulizia delle cavità nasali

In piedi a gambe divaricate e col busto piegato in avanti, chiudere la narice destra ed espirare con forza lanciando il braccio sinistro dietro la schiena e verso la destra a produrre una torsione col busto e la testa fino a battere il dorso della mano sulla schiena. Ripetere diverse volte il movimento poi eseguire lo stesso esercizio chiudendo la narice sinistra ed utilizzando il braccio destro. L’espirazione deve avere la stessa forza di quando ci si soffia il naso.

Kapalabhati


Pulizia delle cavità nasali

Sedere in un’Asana di meditazione e fare una espirazione forzata, che deve essere più profonda della normale respirazione, e contrarre contemporaneamente i muscoli addominali anteriori con un po’ di forza. Inspirare rilassando semplicemente i muscoli. Ripetere più volte.

Ogni espirazione stimola il centro dell’addome e attiva il Prana, è riscaldante, migliora la digestione e aumenta Agni. La potenza dell’aria espulsa determina la pulizia del cranio e l’espulsione del muco.

Kapala Shuddi

Pulizia della testa

Sedere nell’Asana di meditazione ed inspirare profondamente dalle narici, inchinarsi in avanti rilassando completamente il corpo ed espirando scuotere la testa da una parte all’altra lasciando le mandibole rilassate ed emettendo un suono (ad esempio AOM), fino a quando i polmoni sono completamente vuoti. Ripetere due o tre volte. Variante: inspirare profondamente dalle narici poi tapparsi il naso e la bocca e cercare di espirare in modo forzato il più possibile, mantenendo le vie chiuse, poi espellere l’aria di colpo liberando così le vie respiratorie.

Pulisce il cranio, i sensi e le vie respiratorie e calma la mente.

Bhastrika

Sedersi in una posizione da meditazione ed inalare profondamente per prepararsi poi inspirare brevemente ed espirare con forza in rapida successione ed in modo ritmico dalle narici come un soffietto; nel movimento sono coinvolti tutti i muscoli respiratori e viene fatto  espandendo e contraendo velocemente il torace come un mantice. Ripetere alcune volte ed eseguire Jalandhara e Mula Bandha.

Variante: chiudere la narice sinistra e inspirare ed espirare dalla narice destra senza fermarsi per 10 volte poi inspirare profondamente e trattenere il respiro il più possibile poi espirare attraverso la narice sinistra tenendo chiusa la destra e fare la respirazione per 10 volte.

Riscaldante, elimina Kapha, aumenta Agni e Prana e favorisce il risveglio di Kundalini; aumenta la capacità di resistenza, rinforza gli organi respiratori, circolatori e cardiovascolari, purifica le cavità polmonari, tosse e muco, aiuta nella riduzione di peso e grasso corporeo, cura l’asma. Da usare con cautela per non aggravare Pitta.

Brahmari

Sedersi in posizione comoda con occhi chiusi e denti uniti. Inspirare lentamente e profondamente producendo un suono simile al ronzio dell’ape, fare Jalandhara e Mula Bandha ed espirare lentamente producendo il ronzio in modo da sentire la vibrazione in tutto il corpo. Il suono avrà una nota leggermente diversa rispetto all’inspiro.
Risveglia i centri energetici, purifica e ringiovanisce, calma il sistema nervoso.

Sitali

Seduti in una posizione da meditazione, arrotolare la lingua in modo da formare un tubo che sporge dalla bocca, inchinarsi col dorso in avanti ed inspirare con forza dalla bocca tornando alla posizione seduta come per succhiare dell’acqua, espirare naturalmente dalle narici.

Variante: in posizione da meditazione arrotolare la lingua e inspirare dalla bocca lentamente e profondamente eseguendo Jalandhara e Mula Bandha, espirare lentamente dalle narici ed eseguire Maha Bandha.

Rinfrescante per il corpo, è più efficace della respirazione dalla narice sinistra; attenua la fame e la sete, aumenta il plasma, calma la mente, è utile in caso febbre alta, pressione sanguigna alta, iperacidità, ulcere e gastriti. Ottima pratica per la stagione estiva, è indicato soprattutto per Pitta Prakruti.

Sitkari

Seduti in posizione da meditazione, inspirare lentamente dalla bocca tenendo le labbra tirate e aperte coi denti uniti ma senza stringerli; la lingua deve toccare gli incisivi superiori e il palato. Risucchiare l’aria con un sibilo e trattenerla eseguendo Jalandhara e Mula Bandha poi espirare dalle narici. Ripetere diverse volte.

Rinfrescante per l’organismo, è efficace per il sistema respiratorio e cardiovascolare, equilibra i disturbi emozionali ed è indicato in caso di problemi alla cistifellea, al fegato e alla milza.

Ujjayi

Sedersi in una posizione di meditazione e respirare a lungo e lentamente attraverso le narici tenendo la gola leggermente chiusa, eseguendo Jalandhara e Mula Bandha, così da emettere un lieve suono, simile a quando si russa, che aiuterà a sentire il respiro in gola. Fare fluire il respiro lentamente, regolarmente e armoniosamente. Ripetere diverse volte.

Il suo effetto riscaldante riduce Kapha e Vata, aumenta Agni e stimola il Prana nella testa, nella gola e nel cuore. Benefico in caso di tosse, raffreddore e febbre, tonifica l’intero organismo, risveglia il sistema endocrino e regolarizza la tiroide.

Secondo i cinque Vayu, tipi di Prana

PRANA: respiro nella testa

Fare una serie di lunghe e profonde inspirazioni attingendo l’energia dallo spazio e portandola attraverso la testa ed i sensi al terzo occhio. Durante la ritenzione tenere l’energia nel terzo occhio visualizzando una palla di luce ed espirando visualizzare l’energia che dal terzo occhio si diffonde in tutti i sensi.

Utile per trattare tutte le malattie della mente, dei sensi, della testa, del cervello e del sistema nervoso.

UDANA: respiro nella bocca

Fare una respirazione profonda con la bocca e portare l’energia nel Chakra della gola trattenendola durante la ritenzione. Espirando cantare ad alta voce OM; sentire la propria energia che sale e si spande come una palla di luce che partendo dalla bocca avvolge l’intero universo.

Utile per trattare tutti i disturbi della gola e delle corde vocali.

VYANA: respiro nel cuore

Fare un respiro profondo preferibilmente restando in piedi, estendere le braccia il più possibile e riempire il cuore ed i polmoni di energia. Durante la ritenzione, tenendo le braccia ben aperte, visualizzare l’energia che si spande dal cuore al flusso sanguigno, a tutto il corpo fino ad uscire dalle mani e dai piedi andando fino all’orizzonte. Durante l’espirazione chiudere le braccia e fare ritornare l’energia al cuore.

Utile per tutte le malattie del sistema circolatorio e muscolo scheletrico, per problemi ai polmoni, al cuore e per lo stress.

SAMANA: respiro nell’ombelico

Visualizzare l’energia che proviene dall’intero universo venire verso il corpo nel suo movimento a spirale; respirare profondamente portando il respiro giù all’ombelico. Trattenere il respiro nell’ombelico. Nell’espiro lasciare che l’energia si estenda all’esterno portando nutrimento in tutto il corpo e nella mente.

Utile per le malattie del sistema digestivo, ha un effetto equilibrante sul corpo e sulla mente.

APANA: respiro nel Chakra della radice

Fare un respiro profondo portando l’energia nella cavità pelvica e sentire il corpo come una grande montagna stabile. Durante la ritenzione trattenere l’energia quindi espirando mandare energia verso il basso attraverso i piedi e visualizzare di lasciare andare nella terra ogni tossina fisica e mentale.

Utile per le malattie del sistema riproduttivo, urinario ed escretorio, rafforza il sistema immunitario e Ojas.

Secondo i Dosha
  • Vata
    • Respirazione dalla narice destra la mattina per 10 o 15 minuti: stimola l’energia.
    • Respirazione dalla narice sinistra la sera: calma la mente e favorisce il sonno.
    • Bhastrika con moderazione: quando fa freddo.
    • Respirazione Apana: per mantenere la stabilità.
  • Pitta
    • Respirazione lunare (narice sinistra): la sera ma anche ogni volta che ci si sente accaldati o irritabili.
    • Sitali e Sitkari: in caso sia necessaria un’azione rinfrescante più decisa.
    • Respirazione Vyana: per espandere l’energia e rimuovere il calore.
  • Kapha
    • Respirazione solare (narice destra): la mattina.
    • Bhastrika e Kapalabhati: in caso di letargia, raffreddore, congestione o depressione.
    • Respirazione Prana: per eliminare Kapha dalla testa.
    • Respirazione Vyana: per eliminare Kapha dai polmoni.

NB: Tutte le informazioni presenti nel sito hanno uno scopo meramente divulgativo e non sono in alcun modo da considerarsi come prescrizioni di carattere medico.

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