Il Pratyahara stesso è denominato Yoga, poiché è la parte più importante dello Yoga Sadhana.

Swami Shivananda

Colui il quale non si rallegra e non si affligge in seguito a sensazioni visive, acustiche, tattili, gustative o olfattive, ha conseguito la vittoria sui sensi.

Naradarivrajalopanisad III 38

  • Ecco dunque la ritrazione dei sensi, che ha quintuplice forma. Il ritirarsi a forza dei sensi dagli oggetti loro peculiari è detto ritrazione. Contemplare tutto ciò che si vede come se fosse il Sé è detto ritrazione. La rinuncia ai frutti delle proprie azioni quotidiane è detta ritrazione. Distogliersi da tutti gli oggetti dei sensi è ritrazione. Ed infine è ritrazione la concentrazione rivolta rispettivamente ai diciotto punti vitali sotto elencati: piedi, alluci, caviglie, polpacci, ginocchia, cosce, ano, membro virile, ombelico, cuore, gola, palato, naso, occhi, punto mediano tra le sopracciglia, fronte e capo, compiuta in ordine prima ascendente e poi discendente.

    Sandilyopanisad I 69

  • Lo yoga va conosciuto tramite lo yoga, dallo yoga lo yoga acquista vigore. Chi grazie allo yoga attinge la concentrazione prova diletto per lungo tempo. Si fissi un termine al sonno, un limite al cibo, e si ponga mente a ben digerire. Bandita ogni eccessiva austerità ci si sieda a proprio agio in un luogo isolato e fresco, liberi da ogni brama, sforzandosi di raggiungere questa condizione, oppure si cerchi di imbrigliare la forza vitale, senza deflettere dal sentiero della propria pratica usuale. Si riempia la bocca di soffio vitale, e si faccia penetrare il soffio che scorre verso il basso sin nella sede del fuoco gastrico, divoratore dell’oblazione. Colà, arrestatolo, con le sei (sic) dita a partire dai pollici si tappino orecchie, occhi e narici. Seguendo questa via i praticanti riescono a sorgere appieno la loro parte di verità, la mente tutta intenta alla molteplice contemplazione del sacro suono interiore. Orecchie, bocca, occhi e naso vanno ostruiti. Allora nell’arteria che è detta “assai graziosa” così purificata si potrà udire senz’alcuna distorsione e chiaramente il suono interiore. Allora nella regione che si dice del suono non prodotto da percussione si udrà una risonanza distinguibile in molteplici armonie; il corpo del devoto diverrà divino, ripieno di splendore e colmo di profumi celestiali, ed egli non sarà mai più soggetto a malattie di sorta. Il suo cuore si colmerà di tale suono, ed allorquando lo spazio ivi contenuto prenderà a risuonare egli diverrà a pieno diritto un adepto dello yoga. Poi, infrantosi ogni ulteriore ostacolo, il soffio prenderà a fluire nella regione mediana.

    Saubhagayalaksmyupanisad II 1c-6

Il Pratyahara è la chiave per passare dagli aspetti esteriori a quelli interiori dello Yoga. Per lavorare sulla mente è necessario imparare a tenere sotto controllo e sviluppare la respirazione ed i sensi che sono il collegamento fra corpo e mente. Se col Pranayama si impara ad avere il controllo delle energie, col Pratyahara si impara a gestire i sensi che vengono continuamente nutriti attraverso tutte le varie stimolazioni cui sono sottoposti nel quotidiano. Il controllo dei sensi viene esercitato evitando un’alimentazione sbagliata, le impressioni nocive, le cattive relazioni e avendo un’ampia conoscenza del sistema energetico, della propria Prakruti e della eventuale Vikruti unitamente a quella dei Dravya Guna in modo da nutrirsi in maniera equilibrata in tutte le espressioni; i sensi vengono alimentati dagli elementi sia a livello sottile che grossolano dunque non è possibile controllarli senza una dieta adeguata e delle buone relazioni. Una volta educata la nutrizione in tutti i suoi aspetti, si può esercitare il controllo delle impressioni sensoriali per permettere alla mente di rivolgersi all’interno aumentando così il sistema immunitario della mente. Esercitando il controllo, si va a modificare progressivamente la propria Prakruti. Facendo determinate azioni, imitando certe tendenze e nutrendosi in un certo modo, col tempo avremo una progressiva modificazione comportamentale che condurrà ad un lento ma graduale cambiamento nella Prakruti; la costante tensione verso Sattva Guna produce una graduale mutazione a livello comportamentale che influenza i Dosha andando sempre più in profondità fino a che una forma che si poteva considerare forzata diventa parte integrante del proprio essere. 

Controllo dei sensi

Educare i sensi significa allenarli nel tempo a ricevere le impressioni corrette e ad evitare quelle sbagliate in modo da apportare una graduale trasformazione a livello comportamentale. Controllare i sensi non significa attuare un programma di repressione delle proprie abitudini ma modificarle gradualmente attraverso la consapevolezza, coordinando e motivando il proprio agire per giungere ad una trasformazione nel profondo, a livello caratteriale; attraverso una rigida repressione si crea un blocco dell’energia che genera attrito mentre modificando gradualmente la propria visuale se ne muta dolcemente il flusso. Quando non esiste un controllo dei sensi, questi inevitabilmente dominano la vita con le loro infinite richieste alimentando il mulinello di espressioni esteriori mentre la strada di casa la si trova all’interno; quando i sensi sono sotto controllo ogni cosa è sotto controllo.

  • Assorbire impressioni adatte.
  • Evitare cibo non adatto, avariato, incompatibile.
  • Controllare le impressioni evitandole; sottrarsi alle impressioni che intossicano la mente.
    • Stare lontano dagli stimoli nocivi.
    • Evitare immagini violente e angoscianti in Tv, al cinema, nei libri e in qualsiasi forma di intrattenimento.
    • Evitare amicizie e relazioni dannose.
  • Fare digiuno dalle impressioni.
    • Yoni Mudra: chiudere al mondo esterno e portare l’attenzione alle energie che si muovono all’interno.
    • Shambhavi Mudra: mantenere gli organi sensoriali aperti ritirando l’attenzione da essi.
  • Focalizzare l’attenzione su un’unica sorgente di impressioni; ad esempio il cielo.
  • Creare impressioni positive e naturali: alberi, fiori, rocce, templi, incensi, altari, oggetti devozionali, statue, ecc.
  • Creare impressioni interiori: visualizzazione di divinità, guru, paesaggio, esecuzione mentale di un rituale, ecc.
  • Laya yoga: riassorbimento nel cuore, nel suono e nella luce interiore; ritiro della focalizzazione dai sensi grossolani attraverso la concentrazione sul movimento delle energie interiori o su di un suono, ad esempio un mantra recitato nella mente.

Controllo del Prana

  • Portare l’attenzione all’interno attraverso il respiro; se il prana si disperde o è disturbato anche i sensi lo saranno.
  • Ritirare il Prana dalle varie parti del corpo per chiudere i sensi e fissare l’attenzione su di una precisa parte; la sommità della testa, il terzo occhio, il cuore, un chakra.
  • Visualizzare il corpo come morto e ritirare il Prana entrando nel cuore.

Controllo dell’azione

I sensi sono organi ricettivi mentre gli organi d’azione sono espressivi.  Gli impulsi entrano dai sensi e vengono espressi dagli organi di azione.

  • Karma yoga – Servizio disinteressato.
    • Fare della vita un rituale.
    • Agire senza cercare ricompensa.
  • Asana: il controllo del corpo porta l’attenzione all’interno.
  • Ritiro della mente.
  • Ritirare coscientemente l’attenzione della mente dalle impressioni negative.
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